{"id":216,"date":"2021-01-31T11:48:11","date_gmt":"2021-01-31T11:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gianlucanavarrini.it\/?p=216"},"modified":"2022-06-21T05:26:46","modified_gmt":"2022-06-21T05:26:46","slug":"potere-tecnologico-liberta-e-sorveglianza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucanavarrini.it\/?p=216","title":{"rendered":"Potere tecnologico, libert\u00e0 e sorveglianza"},"content":{"rendered":"\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Poteri dominanti e poteri serventi.<\/strong><br \/>Politica. Economia. Tecnologia. Sono questi, oggi, i tre volti del potere. Conosciamo (o, meglio, ci illudiamo di conoscere) bene il potere politico e quello economico. Sappiamo che sono poteri principalmente dominanti (perch\u00e9 hanno finalit\u00e0 proprie). Quello tecnologico, invece, \u00e8 un\u2019incognita. Perch\u00e9 \u00e8 ambiguo e sfuggente: pu\u00f2 espandere le nostre forze e liberarci dalla schiavit\u00f9 della fatica, ma pu\u00f2 anche introdurre forme pi\u00f9 o meno penetranti di condizionamento, rendendoci dipendenti da esso.<br \/><br \/>Quello tecnologico nasce come un potere servente (perch\u00e9, apparentemente, \u00e8 uno strumento senza finalit\u00e0 proprie). Ma, essendo in grado di creare strumenti (e contenuti) nuovi, induce anche a perseguire nuovi scopi. Per intenderci baster\u00e0 pensare alle tecnologie (oramai ultracentenarie) dell\u2019audiovisivo: al loro apparire sembrarono niente pi\u00f9 che bizzarre curiosit\u00e0 capaci di riprodurre immagini e suoni. Strumenti che invece produssero nuovi contenuti culturali e industriali: la cinematografia e la discografia. Contenuti e scopi nuovi scaturiti da tecnologie nuove.<br \/><br \/>Il potere tecnologico, oggi, sembra essersi incaricato \u2013 tra l\u2019altro \u2013 di favorire il sorgere di una nuova umanit\u00e0. Per rendersene conto, \u00e8 sufficiente pensare alla possibile espansione dell\u2019identit\u00e0 personale consentita da internet: on line ciascuno pu\u00f2 modellare un\u2019identit\u00e0 pi\u00f9 ampia di quella che ha off line; pu\u00f2 addirittura creare un\u2019identit\u00e0 completamente nuova, che \u2013 nella realt\u00e0 del cyberspazio \u2013 non \u00e8 meno reale di quella posseduta off line.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Libert\u00e0 e potere.<\/strong><br \/>Se l\u2019aumento della libert\u00e0 produce una dilatazione del fascio di poteri a nostra disposizione, all\u2019aumentare del potere di qualcuno si ridurr\u00e0 la libert\u00e0 di qualcun altro.<br \/><br \/>All\u2019origine della rivoluzione informatica c\u2019era proprio il sogno di un aumento della libert\u00e0 dei singoli a discapito dei grandi poteri politici ed economici. E il web \u2013 all\u2019inizio degli anni Novanta \u2013 sembrava incarnare questo sogno libertario e individualista: la libera diffusione della conoscenza, la creazione di contenuti individualizzati e la comunicazione \u201corizzontale\u201d sarebbero stati i mezzi per modellare un\u2019umanit\u00e0 nuova. Un\u2019umanit\u00e0 meno condizionata dal potere politico e da quello economico, pi\u00f9 consapevole e, dunque, pi\u00f9 libera. La Primavera araba del 2011 \u2013 sbocciata sui social network \u2013 aveva animato la speranza che questa nuova tecnologia di comunicazione, semplice e accessibile a tutti, fosse uno strumento di liberazione dalle autocrazie e di progressiva e generale democratizzazione dei popoli.<br \/><br \/>Ma l\u2019enorme potenziale della tecnologia \u2013 anche di quella informatica \u2013 pu\u00f2 essere moltiplicato in modo esponenziale e \u201caddomesticato\u201d dall\u2019alleanza con il potere economico. Un\u2019alleanza che ha prodotto quello che alcuni hanno denominato capitalismo di sorveglianza, alludendo ad un potere economico talmente forte e pervasivo da poter mettere in pericolo la democrazia liberale. E con lo scandalo di Cambridge Analytica del 2018 tutti hanno constatato come il capitalismo tecnologico possa condizionare migliaia di elettori. E l\u2019assalto a Capitol Hill del gennaio 2021 \u00e8 l\u2019ultimo di una serie di episodi, su cui la riflessione \u00e8 ancora tutta da svolgere, in cui i gestori dei social network hanno unilateralmente e repentinamente assunto la decisione di sospendere gli account di personalit\u00e0 politiche di primo piano, tra cui quella del Presidente degli USA.<br \/><br \/>La saldatura strategica tra potere tecnologico e potere economico sembra, dunque, aver trasformato il sogno libertario in un incubo, in cui le libert\u00e0 individuali vengono sopraffatte dalla vigilanza automatizzata, che di noi scruta tutto, conosce tutto, riferisce tutto. Contro il potere di sorveglianza delle multinazionali di internet si sono levate ferocissime critiche. E si chiede l\u2019intervento dello Stato \u2013 il suo diretto controllo \u2013 per scongiurare possibili abusi nella gestione privata della Rete e, in particolare, dei social network.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Controllo della tecnologia, della politica e delle persone.<\/strong><br \/>Pensare di rafforzare lo Stato per disarticolare l\u2019unione tra potere economico e potere tecnologico significa, per\u00f2, spingere quest\u2019ultimo a sciogliere l\u2019abbraccio con il capitalismo e ad allearsi con il potere politico. Se, infatti, quello tecnologico \u00e8 un potere servente, esso deve necessariamente soggiacere alle finalit\u00e0 di un potere dominante. E se il dominio non \u00e8 esercitato dall\u2019economia, lo sar\u00e0 dalla politica.<br \/><br \/>E occorre chiedersi se ci\u00f2 sia davvero opportuno. Se, infatti, tutti i media fossero posti sotto il diretto controllo dello Stato, ci\u00f2 consentirebbe il controllo centralizzato dell\u2019opinione pubblica e, per tal via il condizionamento dei cittadini da parte del potere politico. In pi\u00f9, il controllo che si invoca sui social network da parte del potere politico potrebbe indurre quest\u2019ultimo a trasformare la vigilanza sui social network in sorveglianza sui cittadini, attraverso un\u2019alleanza con il potere tecnologico. In altri termini: attraverso la tecnologia il potere politico \u2013 che in democrazia dovrebbe essere esercitato sotto il controllo dei cittadini \u2013 diverrebbe esso stesso l\u2019occulto e pervasivo controllore dei cittadini.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Capitalismo della sorveglianza, libert\u00e0 e democrazia.<\/strong><br \/>Dinanzi alla distopia dell\u2019alleanza tra potere politico e potere tecnologico, occorre evidenziare che il capitalismo della sorveglianza appare come un male minore. Quanto meno perch\u00e9 il controllo della Rete esercitato dalle imprese private non limita in alcun modo la libert\u00e0 del fare, ma, al pi\u00f9, condiziona la libert\u00e0 del volere: suggerisce e indirizza verso alcune scelte e condiziona le opinioni. Lo fa in modo molto pi\u00f9 efficace di quanto in passato non facessero la stampa e la televisione. Ma lo fa senza che vi sia un controllo pianificato e centralizzato.<br \/><br \/>Se si pensa di combattere il capitalismo di sorveglianza resuscitando il Leviatano (enormemente potenziato dall\u2019alleanza con il potere tecnologico), meglio lasciare le cose come stanno: un potere politico alleato con il potere tecnologico si trover\u00e0 nelle condizioni ideali per esercitare forme di opprimente controllo e di repressione del dissenso. Per l\u2019esercizio delle libert\u00e0 politiche del cittadino, infatti, non vi \u00e8 nulla di pi\u00f9 prezioso della libera circolazione delle idee. Ma quella stessa libert\u00e0 di circolazione delle idee \u00e8 una costante minaccia per la perpetuazione del potere della classe politica dominante. Attribuire al potere politico il controllo della Rete \u2013 del mezzo, cio\u00e8, sul quale oggi circolano le idee \u2013 significherebbe inaugurare la pi\u00f9 penetrante forma di censura della storia occidentale.<br \/><br \/>Insomma, la distopia orwelliana del Grande Fratello, pi\u00f9 che nelle grandi imprese che dominano la Rete, potrebbe trovare il suo migliore interprete proprio in questo novello Leviatano tecnologico: lo Stato di sorveglianza.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align: justify;\"><strong>I possibili rimedi contro il capitalismo di sorveglianza.<\/strong><br \/>Bench\u00e9 il capitalismo di sorveglianza non sia preoccupante come lo Stato di sorveglianza, ci\u00f2 non significa che non sia da arginare. Anche perch\u00e9 \u2013 tanto per limitarci all\u2019impianto costituzionale dei Paesi dell\u2019Europa occidentale \u2013 \u00e8 un principio comunemente accettato che l\u2019iniziativa economica privata possa svolgersi liberamente, con il solo limite del rispetto della sicurezza, della libert\u00e0 e della dignit\u00e0 degli individui. La stessa Carta dei diritti fondamentali dell\u2019UE contempla tali principi.<br \/><br \/>Ora \u2013 in considerazione dell\u2019aterritorialit\u00e0 di internet (il cui controllo statale sarebbe reso possibile solo dall\u2019apposizione di filtri sui server territoriali di accesso alla Rete, con conseguente censura di tutto ci\u00f2 che il potere politico intende interdire ai residenti) e della natura globale dei gestori dei social network \u2013 mi pare lecito dubitare che lo strumento pi\u00f9 adatto a imporre limiti al potere di sorveglianza sia la legge dello Stato. Credo, invece, che, almeno nell\u2019ambito dell\u2019UE, possa essere utile la creazione di un organismo sovranazionale indipendente (sia dal potere politico, sia da quello economico), con il potere di imporre la redazione di un codice di autodisciplina tra tutti i colossi del settore e di vigilare sul suo aggiornamento e sulla sua applicazione. Questo codice varrebbe come soft law, fornendo alle giurisdizioni nazionali criteri di giudizio cui attenersi nel valutare ed eventualmente sanzionare gli abusi degli operatori.<br \/><br \/>In tal modo il controllo della Rete sarebbe sottratto all\u2019ingerenza diretta del potere politico per essere rimesso all\u2019autonomia regolamentare degli operatori e, successivamente, al controllo giurisdizionale (e non politico-amministrativo dello Stato).<br \/><br \/>Forse non sar\u00e0 il migliore dei mondi possibili, ma per il cittadino sar\u00e0 sicuramente meglio che restare schiacciato tra il capitalismo di sorveglianza e lo Stato di sorveglianza.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poteri dominanti e poteri serventi.Politica. Economia. Tecnologia. Sono questi, oggi, i tre volti del potere. Conosciamo (o, meglio, ci illudiamo di conoscere) bene il potere politico e quello economico. 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