{"id":745,"date":"2025-06-30T14:23:46","date_gmt":"2025-06-30T14:23:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gianlucanavarrini.it\/?p=745"},"modified":"2026-02-02T19:27:55","modified_gmt":"2026-02-02T19:27:55","slug":"mozione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gianlucanavarrini.it\/?p=745","title":{"rendered":"Mozione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Per il garantismo giudiziario civile e la promozione dell&#8217;effettivit\u00e0 della tutela giurisdizionale dei diritti<\/strong> (1)<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">PREMESSO:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Che nell&#8217;assiologia di ogni liberaldemocratico ha un posto privilegiato il garantismo giudiziario e, dunque, il perseguimento di una giustizia che garantisca il rispetto dei principi del giusto processo (art. 111 Cost.) e dell&#8217;effettivit\u00e0 della tutela giurisdizionale (art. 24 Cost.);<br \/>\n&#8211; Che nell\u2019ultimo trentennio, con riguardo alla giustizia penale, nel dibattito politico e nell&#8217;opinione pubblica ha assunto particolare rilievo il tema del garantismo e la connessa questione della separazione dei ruoli (sub specie di funzioni o carriere) dei magistrati requirenti e di quelli giudicanti;<br \/>\n&#8211; Che, al contrario, malgrado le innumerevoli e sostanzialmente inutili riforme susseguitesi convulsamente e contraddittoriamente dal 1990 a oggi, la giustizia civile e i problemi dell\u2019organico dell&#8217;ordine giudiziario sono stati sostanzialmente ignorati dalla pubblica opinione e di conseguenza hanno destato scarsa attenzione anche nella politica;<br \/>\n&#8211; Che, tuttavia, gli osservatori pi\u00f9 attenti hanno evidenziato da tempo che i cronici malfunzionamenti della giustizia civile rappresentano in Italia \u2013 insieme alla criminalit\u00e0 organizzata e alle asperit\u00e0 del sistema tributario e della burocrazia amministrativa \u2013 uno dei maggiori ostacoli sia alla crescita economica del Paese (disincentivando la crescita dimensionale delle imprese, lo sviluppo di un ampio mercato del credito e l\u2019aumento degli investimenti esteri), sia al conseguimento di una reale parit\u00e0 di trattamento dei cittadini dinanzi alla legge;<br \/>\n&#8211; Che investendo da anni pressappoco 6,5 miliardi di euro l&#8217;anno \u2013 cio\u00e8 la stessa quota di PIL (\u00b10,30%) che investono gli altri paesi europei nel servizio giustizia \u2013 a dispetto di qualche piccolo (e del tutto insufficiente) passo avanti compiuto nell&#8217;abbreviazione dei tempi medi di definizione dei processi civili, l&#8217;Italia \u00e8 ancora molto distante dall&#8217;attingere risultati paragonabili a quelli del resto dell&#8217;Europa, come emerge dall\u2019ultimo rapporto curato dal Consiglio d\u2019Europa nel 2024;<br \/>\n&#8211; Che nello sforzo di smaltire l&#8217;arretrato e di limitare il crescere delle sopravvenienze, i rimedi finora messi in atto sono sostanzialmente volti a scoraggiare o a ritardare il ricorso all&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, attraverso \u201cfiltri di accesso\u201d di varia natura (mediazione e negoziazione obbligatori, aumento continuo del contributo unificato) che pesano economicamente su chi lamenta la violazione di un proprio diritto;<br \/>\n&#8211; Che tale situazione finisce per aggravare la sensazione di disparit\u00e0 tra cittadini che, per censo, possono permettersi di adire un tribunale e cittadini che, invece, non possono permetterselo e devono rinunciare a fare valere in giudizio i propri diritti;<br \/>\n&#8211; Che infatti, dal 2010 a oggi \u2013 come emerge dai rilievi statistici sia del Ministero della Giustizia, sia dal rapporto del Consiglio d\u2019Europa \u2013 si \u00e8 avuta una rilevantissima riduzione dei procedimenti civili, a cui, per\u00f2, non ha fatto seguito una altrettanto rilevante riduzione dei tempi di definizione degli stessi procedimenti;<br \/>\n&#8211; Che nonostante gli investimenti propiziati dal PNRR la situazione della giustizia \u2013 in particolare di quella civile \u2013 non appare migliorata;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">CONSIDERATO:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Che \u00e8 oramai \u00e8 largamente condiviso, tra gli studiosi e gli operatori della giustizia civile, il giudizio di sostanziale inutilit\u00e0 e dannosit\u00e0 delle continue riforme dei riti;<br \/>\n&#8211; Che tali riforme sono, in effetti, diventate un cantiere perpetuamente aperto, a discapito di chi invoca la tutela giurisdizionale dei propri diritti, che si trova sottoposto non solo alle normali incertezze del giudizio, ma anche alle continue trasformazioni delle regole processuali che creano disorientamento e confusione in tutti gli operatori;<br \/>\n&#8211; Che quindi appare decisivo, almeno in prima battuta, arrestare il torrenziale flusso di riforme processuali, far cessare la conflittualit\u00e0 tra potere politico e ordine giudiziario e mettere in atto, in uno spirito di leale collaborazione tra poteri dello Stato, tre azioni fin qui quasi del tutto trascurate:<br \/>\nA) la revisione della spesa nel comparto del servizio giustizia;<br \/>\nB) il reclutamento delle risorse umane necessarie a coprire le attuali piante organiche della magistratura ordinaria, togata e non togata, e di quelle del personale ausiliario;<br \/>\nC) la successiva, pianificazione di un eventuale ulteriore ampliamento degli organici della magistratura ordinaria, sia togata sia onoraria;<br \/>\n&#8211; Che gli attuali organici risultano, infatti, ampiamente scoperti, tanto che su 10.771 magistrati togati previsti in organico (cfr. la tabella allegata al d.l. 118\/2021), ve ne sono 8.602 in servizio (con oltre 2.000 posti vacanti) e che su 6.189 magistrati onorari (tra giudici di pace e giudici onorati di tribunale) astrattamente in organico, ne risultano vacanti oltre la met\u00e0 (circa 3.550), come emerge dai dati aggiornati forniti dal Consiglio Superiore della Magistratura;<br \/>\n&#8211; Che queste gravissime carenze di organico provocano, sui magistrati effettivamente in servizio, dei sovraccarichi di lavoro del tutto incompatibili con la delicatezza delle funzioni giudiziarie, costringendo gli stessi magistrati a tassi di produttivit\u00e0 quantitativamente ben pi\u00f9 alti della media europea a tutto discapito della qualit\u00e0 dei loro provvedimenti;<br \/>\n&#8211; Che un\u2019oculata revisione, con successiva ottimizzazione, della spesa pu\u00f2 liberare risorse economiche rilevanti per finanziare (in tutto in parte) l\u2019assunzione del personale necessario a sopperire alle attuali carenze di organico, giacch\u00e9 il reclutamento di 2000 magistrati togati avrebbe un costo per lo Stato non superiore a circa 350 milioni di euro l&#8217;anno, e la nomina di almeno altrettanti magistrati onorari (in parte con funzioni svolte in via esclusiva e in parte con funzioni svolte in via non esclusiva) avrebbe un costo per lo Stato non superiore a circa 150 milioni di euro l&#8217;anno;<br \/>\n&#8211; Che la ipotizzata spesa di circa 500 milioni di euro l&#8217;anno (da cui detrarre i risparmi ottenuti dalla revisione della spesa attuale) avrebbero il rilevante effetto di distribuire il carico dei procedimenti (sia civili sia penali) su una pi\u00f9 ampia platea di magistrati, a ciascuno dei quali \u2013 mantenendo l\u2019attuale, eccellente tasso di produttivit\u00e0 \u2013 sarebbe finalmente consentito di concentrarsi su un numero minore di pratiche rispetto ad ora e di ridurre i tempi di definizione dei procedimenti loro assegnati (con la speranza che anche i loro provvedimenti migliorino qualitativamente);<br \/>\n&#8211; Che il reclutamento di nuovi magistrati (e possibilmente di nuovo personale ausiliario), nei termini fin qui illustrati, avrebbe un effetto moltiplicatore di gran lunga superiore alla spesa affrontata, senza la necessit\u00e0 di aumentare ulteriormente il livello del contributo unificato;<br \/>\n&#8211; Che, infatti, alcuni studi svolti stimano che le lentezze e le incertezze della giustizia italiana incidano sul PIL nazionale per una quota non inferiore all\u20191%, sicch\u00e9 una spesa ragionevolmente contenuta (di circa 500 milioni di euro) investita sul comparto della giustizia sarebbe in grado di generare una capacit\u00e0 espansiva, per la produzione nazionale, decisamente rilevante (con positive ricadute anche sul gettito erariale);<br \/>\n&#8211; Che una volta entrato a regime il completamento degli organici, occorrer\u00e0 appurare la sua incidenza sullo smaltimento dell\u2019arretrato e la sua capacit\u00e0 di fronteggiare le sopravvenienze, valutando, all\u2019esito di tali rilievi, la possibilit\u00e0 di aumentare ulteriormente gli stessi organici (in particolare quelli della magistratura onoraria, la cui sfera di competenza \u00e8 in espansione), onde innalzare il rapporto tra numero dei magistrati e numero degli abitanti (attualmente pi\u00f9 basso rispetto alla media europea, in base alle stime prodotte dal Consiglio d\u2019Europa);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">tutto ci\u00f2 premesso e considerato, i delegati del primo congresso del Partito Liberaldemocratico, riuniti in San Lazzaro di Savena (BO), il 28 giugno 2025<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">DELIBERANO:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di dare mandato al Segretario, alla Segreteria e alla Direzione nazionale del Partito, nell&#8217;ambito delle rispettive competenze, a svolgere le seguenti attivit\u00e0:<br \/>\nA) assumere le pi\u00f9 idonee iniziative politiche e di sviluppo programmatico sui temi del garantismo giudiziario civile (e non solo penale) e dell&#8217;effettivit\u00e0 della tutela giurisdizionale dei diritti, con specifico, ancorch\u00e9 non esclusivo, riferimento al problema delle rilevanti scoperture degli organici dei magistrati, sia togati sia onorari, e del personale ausiliario;<br \/>\nB) dotarsi, a tal fine, di un gruppo di lavoro interno, che faccia riferimento diretto al Segretario e ai componenti della Segreteria muniti delle specifiche deleghe, che possa curare una o pi\u00f9 iniziative \u2013 sotto forma di atti di sindacato ispettivo o di proposte di legge \u2013 riguardanti la revisione della spesa del comparto giustizia, il reclutamento dei magistrati per la completa copertura delle piante organiche, le eventuali riforme delle leggi concernenti l\u2019ordinamento giudiziario;<br \/>\nC) avviare una o pi\u00f9 campagne di comunicazione e sensibilizzazione che \u2013 senza portare ulteriore alimento alla gi\u00e0 alta conflittualit\u00e0 tra politica e ordine giudiziario \u2013 sia volta a focalizzare l&#8217;attenzione dell\u2019opinione pubblica sui temi della scopertura degli organici nel settore della giustizia, della ragionevole durata dei processi e della effettivit\u00e0 della tutela giurisdizionale dei diritti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8212;-<br \/>\n(1) Testo della mozione presentato a Bologna, il 28 giugno 2025, al Congresso del Partito Liberaldemocratico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il garantismo giudiziario civile e la promozione dell&#8217;effettivit\u00e0 della tutela giurisdizionale dei diritti (1) PREMESSO: &#8211; 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