Salta al contenuto

Zètema

Zètema srl – controllata interamente dal Comune di Roma, con un capitale di 2,8 milioni di euro e circa 800 addetti – si occupa dei beni culturali e dei musei di Roma Capitale (non di quelli di competenza del Ministero della Cultura). La società ha un oggetto sociale vastissimo e incarichi molto eterogenei: da tutti i servizi per una ventina di musei e per la Casa del Cinema (biglietteria, guardiania, pulizia, manutenzione, librerie, caffetterie, organizzazioni eventi e mostre, ecc.) al supporto alla Sovraintendenza capitolina; dalla promozione turistica e culturale di Roma, alla fornitura di servizi per biblioteche, Informagiovani e ludoteche.

Sul sito istituzionale della detta società si legge che Zètema «si occupa con successo» di tutte queste attività. Ma il successo di una società commerciale – perché questo è Zètema – lo si può dimostrare in due modi: dai suoi utili d’esercizio, oppure dalla penetrazione commerciale dei suoi prodotti e servizi.

Gli utili netti del decennio 2009-2019, espressi in euro, sono i seguenti: 14.519 (2009); 15.537 (2010); 26.441 (2011); 1.115.051 (2012); 21.416 (2013); 25.997 (2014); 81.687 (2015); 85.123 (2016); 126.079 (2017); 101.580 (2018); 41.564 (2019). Fatta eccezione per il 2012, l’utile netto è sempre modesto. E nelle casse pubbliche non entra sostanzialmente neppure un centesimo, come emerge dai bilanci di Roma Capitale.

La penetrazione commerciale, a sua volta, la si rileva sulla base del numero di clienti serviti. Per quel che riguarda i servizi museali, non molti. Nel 2017, sul totale dei visitatori, coloro che hanno fruito di almeno uno dei venti musei di Roma Capitale sono il 5,7% del totale. In numeri assoluti si tratta di 1.660.780 di visitatori del circuito Musei in Comune (MIC).

È una gestione di successo? Se questi musei fossero stati a Latina o a Catanzaro, certamente. Per Roma – dove il solo Colosseo accoglie circa 8.000.000 di visitatori ogni anno – mi sembrano numeri piuttosto deludenti.

Lascia un commento