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Norberto Bobbio: destra e sinistra

Norberto Bobbio (1909-2004) è stato uno dei più autorevoli e conosciuti intellettuali italiani della seconda metà del Novecento: filosofo, giurista e politologo, la sua opera si è dispiegata nell’arco di circa settanta anni. «Destra e sinistra» è stata, probabilmente, la sua opera più fortunata: pubblicata per la prima volta nel 1994, alla vigilia delle elezioni nelle quali prevalse il centro-destra guidato da Silvio Berlusconi, il libro è stato più volte ripubblicato nel corso degli anni.

La riflessione di Bobbio è ancora attuale perché – dopo il crollo del blocco sovietico tra il 1989 e il 1991 – molti ritengono che la distinzione tra destra e sinistra non abbia più senso, essendo tramontate le ideologie. Ma Bobbio osserva che non vi è nulla di più ideologico dell’affermazione della crisi delle ideologie e che, comunque, sinistra e destra non indicano soltanto ideologie, ma differenti approcci rispetto a problemi, la cui soluzione è rimessa alla politica. Finché esisteranno problemi per i quali possano essere prospettate differenti soluzioni, sarà possibile parlare di destra e sinistra.

Inoltre, per quanto siano concetti privi di contenuto predeterminato, destra e sinistra non sono due scatole vuote da riempire a piacere. E ciò che Bobbio ritiene distintivo è l’approccio al binomio eguaglianza-diversità. Preso atto che gli uomini sono, nel medesimo momento, eguali per certi aspetti e diseguali per altri, è di sinistra il considerare prevalente ciò che accomuna gli uomini, cioè la loro eguaglianza, rispetto a ciò che li rende unici, cioè la loro diversità. Bobbio avverte che esistono approcci diversi sia all’eguaglianza – un conto è l’eguaglianza nella libertà (tipica del liberalismo), un altro è l’eguaglianza materiale (tipica del comunismo) – sia alla diseguaglianza – perché un conto è l’individualismo liberale, un altro è la gerarchizzazione dei rapporti sociali o il razzismo.

Il Maestro torinese, inoltre, sottolinea che l’eccesso di egualitarismo confligge con le libertà individuali, così come una concezione radicale della libertà individuale finisce per impedirne l’effettivo godimento da parte di tutti. Perciò, secondo Bobbio, il binomio eguaglianza-diversità – volto a distinguere tra sinistra e destra – deve essere coniugato con un altro binomio: libertà-autorità. La sovrapposizione dei due criteri aiuta a distinguere le posizioni estreme (egualitarie-autoritarie a sinistra e inegualitarie-autoritarie a destra) da quelle moderate (egualitarie-liberali a sinistra e inegualitarie-liberali a destra).

Le cosiddette “terze forze” – quelle tradizionalmente definite di centro – non tolgono alcuna validità alla dicotomia destra-sinistra, così come il grigio non nega che vi sia l’opposizione bianco-nero. Ma tra i “terzaforzisti” occorre distingue tra chi rifiuta sia la destra sia la sinistra e chi, invece, ingloba e supera in una sintesi dialettica destra e sinistra. Le forze che si richiamano agli ideali del liberalsocialismo sono tipiche espressioni di questi tentativi di sintesi, mentre il rifiuto categorico del dualismo destra-sinistra finisce per generare forme di qualunquismo o di autoritarismo, in cui è il carisma del capo a sostituirsi alla cultura e agli ideali.

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