Matteo Salvini pare abbia detto che per lui è assurdo che Ilaria Salis faccia la maestra.
Sinceramente non comprendo perché una persona di idealità anarchiche non possa insegnare ai bambini. Sarei certamente d’accordo con Salvini se mi trovassi al cospetto di una persona violenta. Ma che Salis sia una persona violenta è proprio ciò che occorre ancora dimostrare. E dubito che Salvini possa aver già deciso che Ilaria Salis – che si proclama innocente – sia colpevole di tentato omicidio (ai danni di persone che non hanno neppure denunciato l’aggressione subita). Giova aggiungere che è lo stesso Salvini – sostenendo che il processo vada fatto in Ungheria – a lasciare intendere che lui ha fiducia nella magistratura magiara e che, perciò, attende il suo giudizio.
Vigendo (anche in Ungheria) la presunzione di innocenza di chi è in attesa di giudizio, perché dunque dovrebbe essere assurdo che Ilaria Salis abbia fino al suo arresto esercitato le funzioni di insegnante? Solo per le sue idee politiche? E da quando le idee politiche costituiscono un impedimento all’attività di maestra?
Non essendo razionalmente spiegabile altrimenti (ed escludendo che il Ministro delle infrastrutture sia un imbecille), a me sembra che l’uscita di Salvini sia un tentativo per distogliere l’attenzione della pubblica opinione italiana dalla barbarie dei sistemi giudiziario e penitenziario ungheresi. Un tentativo per aiutare la magistratura filogovernativa ungherese ad uscire dalla melma in cui si è trovata a sguazzare dopo la diffusione delle immagini di Ilaria Salis, trascinata e lasciata in catene dinanzi ai giudici con il loro placet. Un tentativo – assai disperato, in verità – per spalleggiare il suo alleato europeo Victor Orban, leader della regressione politica e civile magiara.
Ma è proprio questa intesa (antidemocratica e antitaliana) con un autocrate senza scrupoli a rendere assurdo – ma per davvero! – il ruolo di Salvini: un Ministro della Repubblica palesemente incapace di vivere la politica in sintonia sia con la Costituzione su cui ha giurato, sia con i principi comunemente accettati nelle democrazie liberali.
Va pure detto che l’amicizia con Orban – per gli standard di Salvini – rappresenta un processo evolutivo sorprendente, considerato che fino a pochi mesi fa il leader leghista ammirava dichiaratamente un cinico guerrafondaio come Vladimir Putin, per il quale non aveva che parole di encomio. Anche se, in verità, questa sua antica passione per la democratura russa sembra ora essere rifluita in un improvviso invaghimento per la dittatura cinese.
Insomma: l’ex comunista padano non ama gli anarchici, ma stravede per gli autocrati. Forse ritiene che Orban, Putin, Lukašėnka e Xi Jinping siano dei maestri migliori di Ilaria Salis. Chi può davvero dire cosa gli passa per la testa?
