Brian Wilson è stato – e rimane – uno dei miei autori preferiti di canzonette, insieme a Paul McCartney, John Lennon e Paul Simon. I Beach Boys – quelli di Get Around, di Good Vibrations, di God Only Knows – incarnano la musica californiana degli anni sessanta, con una leggerezza e una complessità inarrivabili.
Brian Wilson è stato il più grande avanguardista del pop: era all’avanguardia nell’uso degli impasti vocali, nell’uso degli strumenti e, più di ogni altro suo contemporaneo, nell’uso della sala di registrazione. Basta ascoltare Good Vibrations per rendersi conto della straordinaria genialità autoriale di Wilson e delle sue eccezionali doti compositive: le orchestrazioni fanno uso di strumenti mai sentiti prima (il theremin, ad esempio) e di intrecci vocali ancora oggi stupefacenti.
Pet sounds, l’album del 1966 uscito a nome dei Beach Boys, è sostanzialmente un disco solista di Brian Wilson, dove gli altri suoi sodali si limitano a recitare la parte che lui ha scritto per loro. È un disco che sbalordì Paul McCartney e che costrinse i Beatles a rivoluzionare il modo di intendere la sala di registrazione: non più un luogo dove fissare i suoni su un supporto, ma un nuovo, invisibile strumento musicale. E lo stesso McCartney, ancora in tempi recenti, ha sostenuto che la più bella canzone mai scritta sia God Only Knows, contenuta proprio in Pet Sounds.
Seppur privo dell’autorevolezza di Paul McCartney, credo anche io che God Only Knows sia uno dei vertici più sublimi della musica pop. E penso che solo Dio sa cosa sarei stato senza avere conosciuto e amato le canzoni di Brian Wilson.
