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Vertigini

Gennaro Sangiuliano sprofonda nelle vertigini della sua grottesca vicenda “sentimentale”, confermando il leitmotiv del conservatorismo italiano in materia di relazioni familiari: non c’è famiglia tradizionale senza sistematica violazione del dovere di fedeltà. E forse anche per questo il Nuovo Centro Destra di Angelino Alfano fece fuoco e fiamme per espungere il dovere di fedeltà dal ventaglio degli obblighi imposti ai contraenti di una unione civile: erano talmente convinti dell’inesistenza di tale dovere anche nella famiglia tradizionale (coniugale e non coniugale) che ritenevano inaccettabile che venisse imposto alle famiglie arcobaleno.

Stefano Bandecchi, nel frattempo, sprofonda nelle vertigini dell’inciviltà, della violenza e del disprezzo verso i suoi concittadini che lo criticano. Il sindaco di Terni, sulla pubblica piazza, arriva a sputare più volte in faccia ad un suo civile detrattore, apostrofandolo come “provocatore politico” sotto gli occhi di tutti e con la protezione delle guardie del corpo e della polizia locale. Se a sputare e insultare fosse stato il “provocatore politico” sono sicuro che ora sarebbe in stato di fermo di polizia. Bandecchi no.

E così anche la polizia ternana sprofonda nelle vertigini della sudditanza acritica agli abusi del potere costituito. In una democrazia, in cui ogni singolo cittadino è portatore di un frammento di sovranità e ha il diritto inviolabile di esprimere pacificamente le proprie idee (anche politiche), le forze dell’ordine dovrebbero agire a salvaguardia di questi diritti. E quindi, davanti al pubblico calpestamento della dignità di un cittadino da parte di un sindaco in pieno delirio di onnipotenza, la polizia avrebbe dovuto tutelare il cittadino e non stringersi attorno al sindaco, comportandosi come la cricca dei bravi di Don Rodrigo.

Infine ci sono quelli come me, che – colti dalle vertigini dell’ingenuità – ancora si stupiscono del fatto che gli italiani non vadano più a votare e non si fidino delle istituzioni pubbliche.

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