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È un paese per vecchi

Sento i vecchi – quelli come me – lamentarsi che Halloween non è una festa italiana. Mi verrebbe da dire che, se è solo per questo, neppure la Pasqua lo è, visto che deriva dalla Pesach ebraica. E, se proprio vogliamo essere pignoli, neppure il Natale, visto che il cristianesimo nasce in Medio oriente e che Santa Claus nell’Ottocento non sapevamo chi fosse e, soprattutto in Puglia, si festeggiava San Nicola (ma prima di Natale). Per secoli, in epoca precristiana, a dicembre si sono festeggiati i saturnalia e il sol invictus. Poi il dio Saturno è caduto nel dimenticatoio (è slittato più avanti, a… Carnevale) e il solstizio d’inverno (il sol invictus) è stato sostituito dal Natale. Anche il Ferragosto era una festa pagana (le feriae augusti: le vacanze laiche di Ottaviano Augusto, istituite, a quanto dice Wikipedia, nel 18 a.C.), su cui, una manciata di secoli dopo, venne innestata la celebrazione religiosa dell’Assunzione. E il Ferragosto venne spostato dal primo giorno di agosto e traslato a metà del mese.

Feste secolari, pagane, laiche, di religioni diverse furono, negli anni, trasfigurare o sostituite dal cristianesimo. Altre festività vennero, mano a mano, soppresse o introdotte ex novo. San Valentino, il 14 febbraio, è una celebrazione entrata nel costume dopo la seconda guerra mondiale, per imitazione del Valentine’s Day. Ma, d’altro canto, la tradizione anglosassone si sostituiva al rito latino della fertilità: i lupercalia.

E se non vogliamo sprofondare nelle peggiori perversioni degli storici dei costumi sociali, dobbiamo astenerci con cura dal parlare del Carnevale! Dirò solo che sembra essere il frutto di ibridazioni e innesti di culture diverse.

Insomma, solo la sclerosi mentale di un vecchio, avvinghiato al suo passato e privo del senso della tridimensionalità storica delle nostre consuetudini sociali, può appellarsi all’italianità di una festa o criticarla perché non italiana. Ma poi che senso ha criticare una festa? Vecchia o nuova che essa sia, se non ci piace, basta astenersi dal celebrarla.

Ai giovani Halloween piace, la trovano una divertente occasione per stare insieme e per festeggiare. A me sembra un ottimo pretesto per celebrare la vita, esorcizzando la morte con la sua macabra evocazione.

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