Salta al contenuto

Partito Liberaldemocratico

Mentre a Torino i soliti esagitati filo-terroristi aggredivano ignobilmente i militanti e i simpatizzanti dell’area liberaldemocratica (Partito Liberaldemocratico, Più Europa, Azione e Italia Viva), mi giungeva la notizia della mia cooptazione nel comitato provvisorio per la rappresentanza del neonato Partito Liberaldemocratico (PLD) sul territorio della Provincia di Roma. L’incarico mi vedrà al servizio di un progetto politico nuovo, la cui cifra non è tanto quella di dirsi liberaldemocratico (perché di partiti sedicenti liberaldemocratici, o più genericamente liberali, ce ne sono già pure troppi), ma quella di non essere un partito padronale (e quindi di essere un partito vero e non un comitato elettorale al servizio di un autoreferenziale gruppo dirigente). Il PLD nasce, infatti, dall’unione di più associazioni preesistenti, anziché dall’atto di volontà di un singolo fondatore destinato a trasformarsi anche nel padrone e nell’unico decisore dell’organizzazione.

Quindi, memore delle storture già viste altrove, lavorerò perché quegli errori non si ripetano e perché il PLD non si trasformi nell’ennesimo “one man party“. Per fare questo, però, ci sarà bisogno di una vera e larga partecipazione. E poiché il tesseramento è iniziato, vi invito a visitare il sito del partito (di cui lascio il link in calce) e a dare il vostro contributo. Io sono, chiaramente, a disposizione di tutti coloro che vogliano maggiori informazioni.

Detto questo, voglio aggiungere che se oggi mi trovo onorato da questi gravosi compiti organizzativi è solo grazie al sostegno e alla benevolenza dei molti amici che hanno creduto in me e che mi auguro di non deludere. Tra gli altri – e mi scuso in anticipo per quelli che non menzionerò – voglio ringraziare Mauro Antonetti ed Emanuela Pistoia (che hanno materialmente portato il mio nome sul tavolo del comitato nazionale). Ma sono anche grato alle amiche e agli amici che in questi anni hanno discusso di politica con me in modo anche ruvido, ma sempre fruttuoso, leale e affettuoso e che oggi sono miei compagni di viaggio nel nuovo partito: Francesco Capone, Guido Gentile, Massimo Santori, Daniela Aiuto, Alessandra Siniscalco, Antonello Veneziano e Paolo Pappalardo. Ci sono poi quelli che hanno fatto altre scelte, che stimo e rispetto, ai quali voglio dire che sono certo che le nostre strade torneranno a intrecciarsi, perché la frammentazione solipsistica dei liberali italiani è una colossale sciocchezza: è una diaspora che abbiamo il dovere di ricomporre.

Lascia un commento